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” LE PAROLE NON HANNO MAI UCCISO NESSUNO “. IN RICORDO DI AYLAN

” Le parole non hanno mai ucciso nessuno “.

Questo affermano i vari ” Je suis Charlie “. Eppure, il padre del piccolo Aylan, dopo aver visto la vignetta satirica che rappresenta suo figlio come un futuro palpeggiatore di culi con la faccia da maiale non la pensa così… ” Ho pianto di fronte a quella vignetta, è inumana e immorale. Oggi sono più triste di quando ho perso lui e la mia famiglia “.

È forse migliore chi, facendosi scudo della cosiddetta libertà di espressione, si arroga il diritto di offendere i sentimenti altrui, di distruggere la dignità di un padre che è sopravvissuto ai suoi figli, di un marito che è sopravvissuto alla donna che amava e che avrebbe dovuto proteggere, di un uomo che convivra’ fino alla fine dei suoi giorni col lacerante senso di colpa per non essere riuscito a salvare ciò che aveva di più caro nella vita, ciò che dava un senso alla sua vita… di chi uccide in nome di un dio ? Non si muore solo a causa di un proiettile che trapassa il petto. Esistono morti più dolorose, che non riguardano il corpo, ma l’anima… esiste la morte dell’anima. Esistono corpi vivi di uomini che non vivono più.

Non sono mai stata Charlie, odio Charlie tanto quanto Daesh. Odio tutto ciò che distrugge l’umanità tanto quanto ciò che fa perdere l’umanità nelle persone.

Caro Aylan, forse non lo sai, ma, inconsapevolmente, hai dato un’importante lezione di vita al mondo intero, il tuo nome è stato sulla bocca di ogni paese su questo globo, la tua immagine, impressa nelle nostre memorie è quella di un bambino-coraggio che ha affrontato la guerra civile del paese che lo ha visto nascere, che ha cavalcato le onde di un mare affamato nella speranza di un mondo migliore… Adesso non sei qua a raccontarcelo, ma ricorda che sei riuscito a far sentire piccoli come formiche uomini superbi che credono di aver diritto su tutti e su tutto, anche su di te. Sappi che non hanno esitato a voler distruggere la tua storia, ma li hai smascherati.

Tu non ci sei più, eppure il tuo ricordo pesa quanto il mondo. Loro sono qua, traditori dell’umanità. E un giorno, chi li ricorderà?

PennaLibera

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Il suo nome era Aylan

Il suo nome era Aylan.  10869804_10207465555468017_3272802820099746572_o

La foto che ha fatto il giro del mondo non ci mostra il suo viso. Ma questo era lui, semplicemete un bambino con tanta voglia di vivere. E’ morto con la mamma e il fratellino di 5 anni, all’inizio del suo viaggio verso il Canada. La famiglia aveva fatto richiesta di asilo in Canada, ma se l’era vista respingere, e per questa ragione avrebbe poi tentato il viaggio più pericoloso, affidandosi alle mani dei trafficanti. Non dimentichiamoci che dietro ogni persona c’è una storia, tuttavia, troppe volte, ci soffermiamo sulla sola copertina. #FREESYRIA

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