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L’8 MARZO E LE DONNE

Penso che l’8 marzo sia una giornata molto importante, al di là del risvolto commerciale che ha preso, come ormai ogni cosa d’altronde… ma io credo che quello che dovremmo portare avanti, oltre al ricordo delle tante, troppe vittime della violenza di genere, è una CULTURA DEL RISPETTO.

Si perchè il vero campo di battaglia sono le menti delle persone, da cui dobbiamo sradicare la convinzione della disuguaglianza tra donna e uomo. E tengo a precisare che parlo di disuguaglianza e non di differenza. Le differenze esistono, le differenze sono qualcosa di positivo che deve essere tutelato. Le differenze non esistono solo tra donna e uomo, ai quali tuttavia devono essere garantiti i medesimi diritti e le medesime opportunità, ma anche tra donne stesse.

E’ vero, siamo donne, ed è la cosa più bella che ci accomuna, ma siamo anche diverse, abbiamo vissuti diversi, storie diverse, scelte diverse che ci contraddistinguono, e ne dobbiamo essere fiere. Perchè essere libere significa scegliere chi essere, senza condizionamenti e pressioni. Ma a volte è ancor più difficile quando ogni giorno devi fare i conti con i pregiudizi ed i giudizi delle persone che pensano di aver capito tutto di te. Sono quelle stesse persone che non sono interessate ad ascoltare la tua storia, ma che decidono di cucirmene una addosso, con stracci di parole, di immagini, di false testimonianze che fanno parte di una realtà che non mi riguarda e che non condivido quanto loro.

E mi ferisce ancor di più quando questo senso di diffidenza viene manifestato da una donna verso un’altra donna. Quando da una donna mi sento dire ” Se sei italiana che ci fai con quel coso in testa? Toglilo ! “.

Non riusciamo ad essere solidali tra noi e pretendiamo comprensione dagli altri. Ci sono cicatrici non visibili agli occhi, ma che non possono essere nascoste a chi ha un’anima sensibile. Prima del non picchiare, c’è il non offendere; prima del non offendere, c’è il rispetta tutti; e tutti comprende anche chi non è simile a te, probabilmente 3/4 di mondo.

Insegnate ai vostri figli fin da piccoli che a metterli al mondo è stata una donna, che la loro vita si aggrappava stretta a quella di una donna, che hanno vissuto dentro il corpo di una donna. Insegnateli che le donne non sono il sesso debole, ma il gentil sesso. Come la formica che riesce a sollevare 20 volte il suo peso, la donna affronta sfide che un uomo può solo ammirare da lontano.

E il vero uomo è colui che riconosce questa forza, mentre chi la schiaccia è un piccolo uomo che prova a sentirsi forte.

Insegnate ai vostri figli che prima di essere donne e prima di essere uomini, siamo prima di tutto essere umani.

PennaLibera

 

 

 

 

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Autore:

Sono Sara Benedetti. Italiana, musulmana. Sognatrice e scrittrice. Racconto storie. Scrivo pensieri e riflessioni. Una versione moderna e femminile di Robin Hood, che contro i soprusi dei potenti, vuole far sentire la voce dei più deboli, di chi solitamente non viene ascoltato.

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