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L’opera pro-palestinese che Alan Rickman dedicò a Rachel Corrie, attivista americana uccisa da Israele

In molti non sapranno che Alan Rickman, conosciuto soprattutto per aver rivestito i panni del professor Severus Piton, in una delle saghe più amate di sempre, è stato anche un grande sostenitore della causa palestinese.

Nel 2005 ha diretto e curato l’opera teatrale dal titolo ” Il mio nome è Rachel Corrie “, basata sulla storia vera dell’attivista americana di 23 anni che venne uccisa da un soldato israeliano.

Rachel Corrie era una studentessa dell’Evergreen State College di Olympia, Washington, ed entrò nella striscia di Gaza come membro dell’International Solidarity Movement. Durante una manifestazione pacifica, in cui si protestava contro le illegali demolizioni delle case palestinesi, un soldato israeliano investì Rachel con un bulldozer, uccidendola.

L’opera ha avuto un enorme successo, con produzioni in tutto il mondo, da New York a Haifa, nonostante le forti opposizioni da parte di gruppi filo-israeliani.

Ancora oggi, la storia di Rachel Corrie vive.

In alto le bacchette, in alto le bandiere palestinesi.

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Autore:

Sono Sara Benedetti. Italiana, musulmana. Sognatrice e scrittrice. Racconto storie. Scrivo pensieri e riflessioni. Una versione moderna e femminile di Robin Hood, che contro i soprusi dei potenti, vuole far sentire la voce dei più deboli, di chi solitamente non viene ascoltato.

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