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Yasmin Benedetti racconta il suo hijab nel compito in classe assegnato dalla professoressa

Yasmin Benedetti è una bambina di 11 anni, è musulmana e frequenta la prima media. La sua professoressa di Lettere ha dato a lei ed a tutta la sua classe un compito : scrivere una riflessione riguardo una decisione che hanno comunque voluto prendere nonostante i genitori lo avessero sconsigliato.

E ad un anno dalla sua decisione di portare il velo, ecco i suoi pensieri sulla carta.

” Era il 4 Gennaio 2015 ed io stavo riflettendo sui vari aspetti della mia religione. Stavo pensando al velo, molte donne lo mettono ma non è imposto nella mia religione, e mi sono chiesta quale sarebbe stata la reazione delle persone alla mia scelta.

Allora andai dalla mamma ( che pure lei porta il velo, come mia sorella ) e le chiesi perchè alcune donne lo portano. Lei mi rispose che è per proteggerci dagli sguardi degli uomini. Perchè alcune donne tendono a scoprirsi esageratamente e in questo modo attirano gli sguardi degli uomini, il chè potrebbe essere anche pericoloso. Ma a me non interessava questo punto, mi attirava il suo fascino.

Ero consapevole che a molte persone non sarei piaciuta e che sarei stata vittima di pregiudizi e offese, ma questo era anche un modo per mettersi alla prova e capire quanto ero in grado di prendere decisioni importanti. Mettere il velo poteva anche servirmi a capire se le persone che mi volevano realmente bene riuscissero ad accettarmi per quella che sono interiormente e non esteriormente, e se sarebbero riuscite a capire che un pezzo di tessuto avvolto intorno alla testa non avrebbe potuto e non potrebbe mai cambiarmi.

Dopo tutti questi ragionamenti decisi di dire alla mamma che mi volevo mettere il velo. Lei, come mia sorella, aveva risposto di no perchè, avendo il velo, era già stata vittima di pregiudizi e offese, e non voleva che anche io passassi questi fatti. Ma io ero così convinta della mia decisione che mi misi pure a piangere, e lei  non potè altro che dirmi di si.

Quindi io il 6 Gennaio decisi di mettere il velo, e non me ne pento.

Yasmin Benedetti, 11 anni.

PennaLibera

 

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Autore:

Sono Sara Benedetti. Italiana, musulmana. Sognatrice e scrittrice. Racconto storie. Scrivo pensieri e riflessioni. Una versione moderna e femminile di Robin Hood, che contro i soprusi dei potenti, vuole far sentire la voce dei più deboli, di chi solitamente non viene ascoltato.

2 pensieri riguardo “Yasmin Benedetti racconta il suo hijab nel compito in classe assegnato dalla professoressa

  1. molestare chi porta il velo è sbagliato e pure molestare chi non lo porta. Le donne che non si proteggono dagli sguardi degli uomini e si scoprono “esageratamente” a Colonia sono state molestate da alcuni uomini musulmani che trasgrediscono la loro fede per quanto riguarda l’alcool ma non sul rapporto con le donne. Auguro a questa bambina di crescere scoprendo che la fede si può portare nel cuore e non nei vestiti.
    Comunque è interessante sta cosa che la donna si deve coprire per non attirare gli sguardi degli uomini (che sono considerati qualcosa di orrendo) gli uomini non devono imparare a guardare senza sbavare e che una donna comunque sia vestita non va toccata senza il suo consenso

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  2. É un pensiero molto interessante. Soprattutto la motivazione colpisce, il desiderio di verificare, mettere alla prova se stessi (a 11 anni!) e mettere alla prova gli altri. Molto coraggioso e molto maturo. Auguro il meglio a alla piccola-grande Yasmin e alla sua sorella blogger!

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