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HUNGER GAMES SI ISPIRA ALLA PALESTINA

” Panem et circenses ” diceva un certo poeta latino di nome Giovenale: per tenere in pugno il popolo basta concedergli pane e divertimenti. Ma quando una voce si alza, coraggiosa, e si distingue dalle altre andando controcorrente, allora i giochi cambiano… anche i giochi degli Hunger Games possono cambiare.

E molto spesso le coscienze vengono smosse dalle persone più umili, proprio da chi ha meno di tutti.

Nella forza del distretto 12, il distretto più povero, che si batte contro i soprusi e lo sfruttamento di Capitol City, vedo tanto della Palestina. Un paese martoriato e violentato dalla ferocia di Israele, che ha costruito il suo impero sul sangue e con le risorse del popolo palestinese.

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In questa foto vediamo in alto due bambini del distretto 12, mentre in basso due bambini della striscia di Gaza. Come ho visto quella scena nel film, tra le prime inquadrature iniziali, mi è tornata subito alla mente l’immagine dei due bambini palestinesi. E’ stato un flash. Ho rivisto in quegli occhi l’innocenza di un’infanzia che è stata negata. Aprire una finestra sul mondo e vedere se esiste un’altra realtà diversa dalla guerra e dalla povertà come solo un bambino sa immaginare.

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Il  Presidente Snow è il dittatore e oligarca che detiene tutto il potere e che governa da Capitol. Un uomo senza scrupoli, viscido come un serpente che ha fatto fuori i suoi nemici e vari alleati scomodi attraverso il veleno. Una delle sue frasi che più mi è rimasta impressa è : ” Speranza”. E’ quella l’unica cosa più forte della paura. Un po’ di speranza è efficace, molta speranza è pericolosa”. Lo stesso timore che divora Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano. Terrorizzato dalla speranza che sempre più la gente nutre nel vedere una Palestina libera, si nasconde dietro l’infima arma dell’antisemitismo.

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Il coraggio di puntare un arco sugli hovercraft è lo stesso di puntare una fionda sui carri armati israeliani. Il desiderio di libertà e giustizia non può incontrare limiti !

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I pacificatori come l’esercito israeliano non risparmiano alcun tipo di violenza sui civili. Esistono uomini che vestono divise e uomini che vestono il coraggio difendendo la propria terra.

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Il saluto della ghiandaia imitatrice rappresenta rispetto, ammirazione ed è diventato il simbolo della resistenza dei ribelli, come la vittoria è diventata il simbolo della resistenza palestinese…perchè un giorno sarà la giustizia a vincere.

PennaLibera

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Autore:

Sono Sara Benedetti. Italiana, musulmana. Sognatrice e scrittrice. Racconto storie. Scrivo pensieri e riflessioni. Una versione moderna e femminile di Robin Hood, che contro i soprusi dei potenti, vuole far sentire la voce dei più deboli, di chi solitamente non viene ascoltato.

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