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INTERVISTA A MIRYAM MARINO : EBREA CHE HA ABBRACCIATO LA CAUSA PALESTINESE

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-” Presentati agli amici di PennaLibera “

-” Sono una scrittrice e attivista antisionista di origini ebraiche. Ho attraversato 50 anni di storia che si sono intrecciati, Storia e storia, alla mia vita personale. Il 68′ e il 77′, anni vissuti a volte con leggerezza a volte in modo drammatico e che mi hanno vista sempre impegnata sui temi della lotta politica, del sociale e della cultura. Essendo stata internazionalista, fin dall’inizio della mia militanza, che è cominciata presto, intorno ai 14 anni, ho sempre messo al centro della mia attenzione la sorte degli altri popoli e del resto il 68′ acquistò respiro internazionale proprio partendo dalla protesta contro la guerra americana al Vietnam. Attualmente sono impegnata nella “Rete Ebrei contro l’Occupazione”, un’associazione ebraica che si batte per i diritti dei palestinesi e nell’ass. “Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese” oltre che in una terza ass. culturale che si occupa di arte contemporanea “Stelle Cadenti-Artisti per la pace”.

-” Perché hai deciso di abbracciare la causa palestinese?”

-” Nel 2002 quando è nata “E.C.O” ho deciso di occuparmi solo della Palestina, sia come impegno politico che letterario, ma la causa palestinese è stata sempre la mia causa, fin dagli anni settanta quando vivevo a Pavia sede di un importante università e dove studiavano molti studenti palestinesi dei Gups, le ass. studentesche palestinesi con cui ero in contatto. La differenza è che allora non mi sentivo responsabile di chiunque, mentre con gli anni, con l’incrudelirsi sempre più della violenza sionista e con il suo chiamare a raccolta gli ebrei di tutto il mondo a sostegno di Israele rendendoli in qualche modo responsabili della politica sionista di apartheid, razzismo, pulizia etnica, assassinii e sopraffazione di ogni genere cominciai a sentirmi seriamente chiamata in causa. Non potevo permettere che il sionismo parlasse in mio nome e nello stesso momento percepivo che con la qualifica di ebrea venivo ascoltata con più attenzione e le accuse di antisemitismo arrivavano più in ritardo. Ovviamente non si tratta solo di opportunità politica, non c’è una causa che mi stia più a cuore della causa palestinese, questo per tanti aspetti, l’ammirazione per questo popolo straordinario per dignità, vitalità, coraggio e bellezza, la somiglianza della loro storia con quella ebraica, compresa l’indifferenza del mondo e la narrazione menzognera dei fatti, il mio bisogno di giustizia che non può accettare che si saturi l’opinione pubblica di racconti sulla storia e sulla memoria ebraica mentre ci si dedica con accanimento a distruggere storia e memoria palestinese con la complicità del mondo. “

-” Due Stati per due popoli o quella terra si chiama Palestina? “

-” Credo che la formula “due stati per due popoli” sia una formula vuota che mascheri con un’apparente egualitarismo un grande imbroglio ai danni dei palestinesi. Così come è stato un imbroglio il cosiddetto “processo di pace” insieme a tutti i negoziati con cui fin’ora si è gettato fumo negli occhi. Ora se non fosse che a forza di parlarne questo slogan sia diventato un mantra ed abbia acquisito una sorta di veridicità, sarebbe di tutta evidenza che uno stato palestinese è impossibile da realizzare date la situazione attuale. Prima di tutto manca il territorio, manca lo spazio fisico e manca la continuità territoriale, inoltre sarebbe uno stato estremamente debole probabilmente senza esercito (perché così pretende l’occupante) accanto a uno stato forte, enormemente militarizzato che potrebbe schiacciare il piccolo stato palestinese ad ogni sospiro. E dunque cosa cambierebbe? Ma è certo che devono essere i palestinesi a fare le loro scelte e noi possiamo solo sostenerli, altrettanto certo però è la volontà di Israele di impedire da sempre la nascita di uno stato palestinese.

Il mio personale pensiero è che andrebbe superato il concetto di stato e dovrebbero essere trovate diverse soluzioni come una confederazione di stati o uno stato unico binazionale democratico in cui siano rispettati i diritti di tutti. Ma per questo bisognerà prima sconfiggere il pensiero sionista vero nemico di ogni possibile soluzione giusta per entrambi i popoli.”

-” Cosa pensi riguardo la posizione presa dal governo italiano rispetto al conflitto Palestina – Israele ?”

-” Il governo italiano non è certo all’avanguardia nelle sue posizioni a proposito dell’occupazione della Palestina, anche quando si trattò di votare per lo stato palestinese, che era comunque una presa di posizione al di là della sua effettiva fattibilità, seppe esprimere solo un limpido “ni”, del resto è risaputo che Renzi si avvale di consiglieri di sincera fede sionista e in genere le sue esternazioni sono inqualificabili. L’Italia è invasa dal sionismo in ogni sua struttura e perciò le sue posizioni possono essere solo appiattite sulle direttive israeliane.”

-“Da ebrea qual’è la tua percezione dell’Islam ?”

-” Non sono una persona religiosa né, lo confesso, ho simpatia per le religioni, da ebrea posso dire che

per quanto riguarda la nostra storia i paesi islamici sono stati gli unici ad accogliere gli ebrei, quando erano perseguitati in Europa, senza imporre né la religione (come invece avveniva sotto i cristiani) né nessun tipo di restrizione o discriminazione.

Credo che oggi circoli un odio e una paura verso l’Islam che non hanno nessuna giustificazione. C’è una propaganda politica destrorsa e razzista che mira a presentare ogni islamico come una persona pericolosa e terrorista ed a voler caricare di responsabilità ogni fedele islamico per un atto terrorista di un correligionario che non ha mai visto e conosciuto. Credo che terrorismo e atti inconsulti e crudeli possono maturare all’interno di ogni credo religioso e forse di ogni comunità umana. Non posso non pensare alla famiglia del piccolo Ali di 18 mesi bruciato vivo assieme ai suoi genitori da terroristi coloni ebrei che hanno volutamente incendiato la loro casa, all’adolescente ugualmente bruciato vivo l’anno scorso, a costoro non si chiede conto dei loro delitti, anzi non sono stati neppure arrestati. “

-” Hai un messaggio che vuoi trasmettere ai nostri lettori ?”

-“Non saprei per quanto riguarda un messaggio, un consiglio forse: aprire il cuore e servirsi sempre del senso critico.”

PennaLibera

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Autore:

Sono Sara Benedetti. Italiana, musulmana. Sognatrice e scrittrice. Racconto storie. Scrivo pensieri e riflessioni. Una versione moderna e femminile di Robin Hood, che contro i soprusi dei potenti, vuole far sentire la voce dei più deboli, di chi solitamente non viene ascoltato.

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