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Ecco perchè è giusto condividere le immagini dei bambini morti in mare

Mi spiace, ma io non sono d’accordo con chi afferma che certe immagini non devono essere pubblicate.

Non siamo noi che pubblicando tali immagini lediamo la dignità di tali persone. La loro dignità , di esseri umani, è stata lesa da chi li ha costretti a salire su quei barconi, da chi li ha affamati, schiavizzati, torturati, da chi li ha messi davanti alla scelta di un “forse” piuttosto che arrendersi ad una morte certa. Ormai siamo troppo abituati a ridurre le persone a numeri. Ma chi tiene conto delle loro storie? È gente come noi, che vuole vivere, che vuole amare, che vuole realizzarsi, che sogna un futuro ! E allora, il minino che possiamo fare, perché in fondo siamo tutti responsabili delle loro tragedie, chi per interesse, chi per ignoranza, chi col proprio silenzio, è proprio guardare quelle foto. Fissare per un momento quei corpicini che galleggiano inanimati, vedere in loro nostro figlio, il nostro fratellino… riconoscerci, capirci, salvarci. E forse anche i cuori più duri, anche chi è così indecente da riuscire a dire: “spariamo sui barconi” o ” tornatevene a casa vostra ” o ” speriamo muoriate in mare ” riusciranno a farsi un esame di coscienza.

“Quei piccoli corpi, che dovrebbero stare lì a costruire castelli con la sabbia, stanno costruendo una coscienza in tante persone” – Leonardo Pieraccioni

Poichè è davvero da stupidi incolpare dei nostri mali chi sta peggio di noi, e da codardi, perché significa non avere il coraggio di alzare la testa ed additare chi sta più in alto. Invece, impauriti, quella testa la abbassiamo e ci riduciamo a far la guerra a chi è più povero di noi… ma attenzione, solo a livello materiale. Perché quelle persone possiedono una forza che noi ci possiamo soltanto sognare ed immaginare. Quindi guardiamole quelle immagini, e riflettiamo!

C’è chi vorrebbe controllarci e per farlo strumentalizza televisioni, giornali, radio… ma ci avete regalato involontariamente un’arma con la quale avreste voluto soggiogare le nostre menti, per mezzo della quale probabilmente in parte ci state riuscendo, ma che in realtà vi stiamo ritorcendo contro : internet. Si formano reti, connessioni, abbiamo a portata di mano il mondo,ma soprattutto la NOSTRA informazione la trasmettiamo quando, come e dove vogliamo.

Grazie a un giornalista italiano che ha documentato le atroci violenze perpetrate da un vile soldato israeliano ai danni di un bambino palestinese col braccio ingessato, tale notizia ha potuto fare il giro del mondo, ma soprattutto ha indignato tantissime persone, proprio perché i suoi video sono stati trasmessi e fatti girare in rete. Noi siamo scomodi, ecco perché il giornalista, nostro concittadino, è stato arrestato dall’esercito isrealiano. E allora indignamoci, parliamo, DIVULGHIAMO. E se un’immagine o un video valgono più di mille parole, se non riducono tutto a una misera cifra, ben vengano !

Noi siamo scomodi, la nostra informazione è scomoda, perché? Perché la nostra informazione è VERA. Ricercate sempre la verità, ma soprattutto TRASMETTETELA.

PennaLibera

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Autore:

Sono Sara Benedetti. Italiana, musulmana. Sognatrice e scrittrice. Racconto storie. Scrivo pensieri e riflessioni. Una versione moderna e femminile di Robin Hood, che contro i soprusi dei potenti, vuole far sentire la voce dei più deboli, di chi solitamente non viene ascoltato.

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