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Coppia mista : Tra India e Inghilterra i colori dell’amore

Oggi ho deciso di raccontarvi la storia di Rak e Tony,una coppia mista sposata : lei indiana e lui inglese.

Chiedo a Rak : – ” Come vi siete conosciuti ? ”

– ” Ci siamo incontrati a Londra, io avevo 16 anni e lui 17. Frequentavo la secondary school, e durante un’esposizione della Barclays, la mia amica Sarita voleva presentarmi un ragazzo col quale era uscita qualche volta, il suo nome era Tony. L’ho trovato fin da subito carino e chiaccherandoci ho sentito una forte sintonia; Sarita lo aveva notato e mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto vederlo di nuovo e che poteva organizzare un incontro.

Qualche tempo dopo ci siamo ritrovati insieme a Tony in un caffe’, speravo si sedesse accanto a me, invece ha preferito Sarita… il che’ mi e’ sembrato strano, in quanto speravo che Sarita avesse parlato a Tony del mio interesse nei suoi confronti… Usciti dal locale, abbiamo iniziato a camminare nella ” Lovers Walk “, e in quel momento, ho sentito il bisogno di dirgli cio’ che provavo, cosi’ ho pregato Sarita di andare avanti.

Gli ho domandato se Sarita gli avesse raccontato dei miei sentimenti e lui, sorpreso, mi ha detto che non ne sapeva niente, ma che anzi aveva provato due volte a chiedere a Sarita di uscire senza ottenere risposta… mi sentivo tradita e ferita allo stesso tempo. A quel punto Sarita ci ha chiamati da lontano, ma Tony aveva deciso di ignorarla e di concentrarsi su di me. Lei, infastidita, se ne era andata, mentre noi abbiamo proseguito per la ” Lovers Walk “.

Dopo quella volta abbiamo continuato a vederci e siamo rimasti fidanzati per piu’ di un anno in segreto,in quanto i miei genitori erano molto chiusi e non mi avrebbero mai permesso di frequentare un inglese; inventavo scuse per uscire con lui, camminavamo lontani l’uno dall’altra per non farci vedere e solo quando arrivavamo al parco riuscivamo a tenerci per mano.

Un giorno, per passare piu’ tempo con Tony, ho falsificato una lettera della scuola scrivendo che la mia classe sarebbe stata fuori in gita per una settimana; in realta’ mi trovavo a casa sua, e ho scoperto un tipo di liberta’ a cui non ero abituata e da cui mi sentivo attratta. Tornata a casa dalla mia famiglia mio padre mi ha chiesto della gita, era curioso di sapere cosa avessi fatto; io gli ho risposto che era stata una bellissima esperienza, ma, prima ancora che me ne potessi accorgere, mi ha tirato uno schiaffo che ancora oggi ricordo… la scuola aveva chiamato. Ho cercato di inventarmi delle scuse, tuttavia mio padre ha chiesto a mia sorella maggiore, l’indomani, di andare a controllare; ero molto spaventata, e nel panico, ho iniziato a raccogliere le mie cose in sacchetti,lanciandoli dalla finestra cosi’ che nessuno se ne accorgesse. Durante la notte sono scappata, correvo piu’ velocemente che potevo fino a quando non ho trovato un carrello, ci ho messo tutti i miei sacchetti e ho continuato a correre…appena ho visto una cabina telefonica ho chiamato Tony : ” Sentivo che eri sempre piu’ vicina a me “. E’ tornato a prendermi nella ” Lovers Walk “.

Portandomi da lui i suoi genitori mi hanno accolta con amore, anche se volevano che chiamassi la polizia per rassicurare che non ero dispersa, e cosi’ ho fatto. Ho poi chiamato anche mia sorella e le ho chiesto di dire ai miei che stavo bene e che ero dal mio fidanzato; lei mi ha chiesto come i nostri genitori ci sarebbero rimasti, e io le ho risposto che avrebbero dovuto pensarci prima di picchiarmi. Dopo due settimane ho comunicato loro il mio indirizzo, hanno provato a convincermi a far ritorno a casa, ma mi sono rifiutata. Ho iniziato a fumare come segno di ribellione verso tutte quelle regole che mi erano state imposte e che non comprendevo, e tutt’ora, purtroppo, non riesco a farne a meno.

– ” Avete figli ? ”

– ” Si, un bambino di 12 anni, Dillam e due gemellini di 8 anni : Sean e Anisha. Tornassi indietro avrei chiamato anche Sean con un nome indiano,portando gia’ il cognome inglese del padre, sarebbe stato bello un richiamo ad entrambe le culture.

– ” E’ stato semplice far convivere le vostre due culture ? ”

– ” No, e’ stato molto difficile, per due ragioni : innanzitutto avevamo due vissuti diversi, lui europeo e figlio unico, invece io indiana con sei sorelle; in secondo luogo l’educazione dei figli. Ai miei figli non auguro un percorso come il mio, vorrei per loro una relazione seria, un amore vero, mentre per il padre non sussisterebbero problemi rispetto a ” storielle ” di poco conto, intraprese per il semplice divertimento. Spero che i miei figli incontrino una persona con cui possano legarsi per la vita, con cui abbiano interessi da condividere e traguardi comuni; io e mio marito non avevamo niente in comune, ma ci legava una connessione emotiva e quando le famiglie non c’erano per noi, noi c’eravamo l’uno per l’altra. Negli ultimi sei anni la relazione e’ diventata piu’ complessa, non sono tutte rose e fiori… Avere figli e’ come se risvegliasse quello che eri nell’infanzia.

– ” Hai delle preferenze specifiche, a livello culturale, su chi vorresti che scegliessero i tuoi figli come loro compagni ? ”

– ” Assolutamente no, l’importante e’ che siano delle brave persone, il sangue e’ sempre dello stesso colore. ”

– ” Hai dei rimpianti ? ”

– ” Avrei voluto fare maggior tesoro dei valori che i miei genitori hanno cercato di trasmettermi, e che io spero di star riuscendo ad insegnare ai miei bambini, come il pudore, il rispetto, l’educazione, l’importanza della famiglia…

– ” Secondo il tuo parere, l’Inghilterra come vive il fenomeno del multiculturalismo ? ”

– ” Qua il multiculturaliso e’ normale, si incoraggia l’incontro fra piu’ culture ed e’ il paese stesso a trarne beneficio.

” Un paese che ha una cultura e’ molto ricco,un paese che possiede piu’culture e’immensamente ricco ”

PennaLibera

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Autore:

Sono Sara Benedetti. Italiana, musulmana. Sognatrice e scrittrice. Racconto storie. Scrivo pensieri e riflessioni. Una versione moderna e femminile di Robin Hood, che contro i soprusi dei potenti, vuole far sentire la voce dei più deboli, di chi solitamente non viene ascoltato.

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